Perù per tutti!

Destinazione: Sudamerica - Tipo Vacanza: Tour Guidati

Perù per tutti!

Dettagli

Viaggio di gruppo con accompagnatore
Partenza da FELTRE
Voli da Venezia

Dal  03  al  13 Novembre 2020
Formula TUTTO INCLUSO

Guarda il programma completo di viaggio, clicca qui

1° giorno, 03 Novembre: Italia/Lima
Ritrovo dei partecipanti e partenza da FELTRE in Pullman riservato per l’aeroporto di Venezia. Disbrigo delle formalità di imbarco e volo per Lima, con scalo europeo. Pasti e films a bordo. Arrivo in prima serata. Ritiro bagagli e incontro con il nostro corrispondente. Trasferimento in hotel per il pernottamento.

2° giorno, 04 Novembre: Lima / Chiclayo
Colazione. Incontro con la guida e visita del centro storico della capitale, chiamata anche ciudad de los reyes, perché fu sede dei viceré spagnoli durante il periodo coloniale. Fulcro del centro è la Plaza Mayor (antica Plaza de Armas) - luogo di nascita della città di Lima - dove si visiteranno la Cattedrale e il suo Museo religioso e si potranno ammirare il Palazzo del Governo ed il Palazzo Comunale. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, visita al Museo Larco, il più bel museo archeologico del Perù: sistemato in un’antica casa coloniale e costruito sopra una piramide risalente al VII secolo è famoso per la più vasta collezione al mondo di ceramiche di arte precolombiana a carattere erotico. Alla fine delle visite, trasferimento in aeroporto e volo per Chiclayo. Trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.


3° Giorno, 05 Novembre: Chiclayo/ Trujillo  (200 km)
Colazione. In mattinata, visita allo straordinario Museo archeologico 'Tumbas reales de Sipàn', inaugurato nel 2002 e progettato secondo l’architettura delle antiche piramidi tronche della cultura mochica preincaica (dal I al VII secolo d.C.). Il museo concentra più di duemila pezzi d'oro, gioielli, corredi funerari e ceramiche e ha lo scopo di mostrare la tomba del Signore di Sipán, che fu rinvenuta nel 1987 dagli archeologi peruviani Walter Alva e Luis Chero Zurita. Il ritrovamento delle Tombe Reali del Signore di Sipán segnò un'importante tappa nell'archeologia del continente sudamericano, perché per la prima volta si rivelò la magnificenza e la maestosità dell'unico governante dell'antico Perù trovato fino ad allora. Al termine della visita proseguimento per Batàn Grande, dove si visiteranno la Huaca de las Ventanas - un santuario monumentale di epoca Moche - e lo spettacolare bosco secco di Pomac, oasi protetta dove annidano innumerevoli specie di uccelli tropicali. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, proseguimento per Trujillo con sosta al sito archeologico di El Brujo (lo stregone) e visita del Museo della Signora di Cao lungo il tragitto. Trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.
La Signora di Cao è una scoperta archeologica del 2007, ovvero il corpo mummificato di una giovane donna rinvenuta in perfetto stato di conservazione, con la pelle e i capelli intatti e tatuaggi in varie parti del corpo, e persino alcuni dei suoi organi molli. Gli scavi sono stati effettuati nella piramide chiamata Huaca Cao, portando alla luce un recinto cerimoniale antico di 1.800 anni (cultura Moche) costruito per un personaggio reale del tempo, addirittura una governatrice - cosa assai originale per i Moche perché segna un precedente unico di un governante di sesso femminile per una cultura pre-incaica.


4° Giorno, 06 Novembre: Trujillo
Colazione. Ci spostiamo a pochi chilometri dal centro cittadino di Trujillo, nei pressi della foce del Rio Moche, per visitare le rovine archeologiche della città di Chan Chan e le huacas (santuari monumentali) del Sol y de la Luna. Huca del Sol è un edificio templare realizzato con i tipici mattoni di adobe per mano della civiltà Moche che molto probabilmente lo utilizzò come centro amministrativo. Accanto a questo importante sito archeologico, troviamo le rovine di Huaca de la Luna (tempio della Luna), un edificio templare di dimensioni ridotte rispetto a quelle del tempio del Sole ma molto meglio conservato. Huaca de la Luna fu con buona probabilità utilizzato come centro deputato alle funzioni religiose. Anch’esso fu costruito in mattoni di adobe dalla civiltà Moche e insieme al tempio del Sole appartenne, secondo gli archeologici, a una città designata come Cerro Blanco. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, visita della città di Trujillo, alla sua Plaza Mayor e ai numerosi palazzi coloniali. La città è caratterizzata da un clima molto caldo per gran parte dell’anno, ragione per la quale è spesso appellata in Perù con l’espressione di “città dell’eterna primavera”. Il centro cittadino è caratterizzato da una grande varietà di stili architettonici con monumenti civili e religiosi risalenti all’epoca coloniale ed eleganti quartieri residenziali tardo coloniali. Al termine delle visite, rientro in hotel per la cena e il pernottamento.
La storia moderna del centro urbano di Trujillo inizia nel XVI secolo, con la sua fondazione da parte degli spagnoli, sebbene quest’area del Perù fosse caratterizzata da importanti insediamenti precolombiani, di cui per fortuna il territorio di Trujillo conserva ancora numerose importanti tracce. Nell’area su cui oggi sorge la municipalità di Trujillo, oltre 700 chilometri a nord di Lima, si svilupparono infatti importanti culture native precedenti all’arrivo degli europei, come quelle dei Mochica e dei Chimu. Il sito della capitale dei Chimu rappresenta la più vasta area urbana precolombiana di tutta l’America del Sud, con un’estensione di oltre 20 km quadrati. Ed è proprio alla cultura dei Chimu che dobbiamo il più importante insediamento archeologico di Trujillo e del nord ovest del Perù, ossia le vestigia della capitale Chan Chan. Questa importante città fu probabilmente fondata nel IX secolo dopo Cristo dalla civiltà dei Chimu, i quali furono poi conquistati dagli Inca nel XV secolo. La città di Chan Chan è costituita da una decina di cittadelle murate, a pianta rettangolare, all’interno delle quali si trovano i resti di dimore di varie dimensioni, di templi e di numerose camere mortuarie. In alcune delle cittadelle sono state rinvenute delle interessantissime decorazioni parietali di varia natura. Questo importante sito archeologico del Perù è stato inserito nell’elenco dei siti del patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1986.

5° Giorno, 07 Novembre: Trujillo/Lima/Arequipa

Colazione e trasferimento in aeroporto. Volo per Arequipa. All’arrivo, incontro con la guida e pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita del Monastero di Santa Catalina, uno degli edifici religiosi più affascinanti di tutto il Perú, che occupa un intero quartiere ed è cinto da mura imponenti. Non si tratta di un'unica costruzione bensì di un complesso religioso di 20.000 mq, quasi una cittadella nella città, fondato nel 1580 da una vedova benestante, Doña María de Guzmán. Dopo essere passati sotto l'Arco del Silencio si entra nel Chiostro delle Novizie, caratterizzato da un cortile al cui centro si trova un albero della gomma. Dopo aver oltrepassato l'arco, le novizie erano tenute a rispettare il voto di silenzio e a dedicare la propria vita al lavoro e alla preghiera. Dopo i quattro anni di noviziato, durante il quale le loro famiglie dovevano pagare una dote di 100 monete d'oro per ogni anno, le monache potevano scegliere se prendere i voti oppure lasciare il convento - eventualità, quest'ultima, che avrebbe però gettato discredito sui loro parenti. Le novizie che decidevano di prendere i voti passavano quindi nel Chiostro degli Aranci, così chiamato per gli aranci che crescono nel centro e rappresentano il rinnovamento e la vita eterna. Da questo chiostro si può dare un'occhiata alla Sala de Profundis, una camera mortuaria dove si piangevano le suore defunte, i cui ritratti sono appesi alle pareti. Agli artisti erano concesse 24 ore per portare a termine questi ritratti postumi, poiché era assolutamente vietato ritrarre le monache viventi. Allontanandosi dal Chiostro degli Aranci si entra in Calle Córdova, una strada su cui si affacciano le celle delle monache. Le celle potevano ospitare una o due persone, oltre a qualche domestica, ed erano austere oppure lussuose, a seconda del ceto sociale di chi vi risiedeva. Scendendo per Calle Toledo si raggiunge la lavanderia comune, dove il personale di servizio lavava la biancheria nell'acqua di un torrente incanalata in grandi giare di terracotta. Proseguendo per Calle Burgos in direzione della scintillante torre in sillar della cattedrale, i visitatori attraversano la buia cucina comune che originariamente era una chiesa, almeno fino alla riforma del convento nel 1871. Poco oltre, in Piazza Zocodober (il nome deriva dal termine arabo per "baratto") le monache si riunivano la domenica per scambiarsi oggetti che avevano realizzato a mano, come saponi o prodotti da forno. Proseguendo a sinistra si accede alla cella della leggendaria Sor Ana, una monaca nota per le sue predizioni straordinariamente precise e
per i miracoli che pare abbia compiuto fino alla morte, nel 1686. Infine, sul Grande Chiostro si affacciano da un lato la cappella e dall'altro la galleria d'arte, con la pianta a forma di croce, che era utilizzata come dormitorio comune. L'edificio è ornato da dipinti murali che ritraggono scene della
vita di Gesù e della Vergine Maria. Al termine della visita, rientro in hotel per la cena e il pernottamento.


6° Giorno, 08 Novembre: Arequipa
Colazione. Giornata dedicata alla visita del centro storico di Arequipa e dei quartieri di Cayma e Yanahuara. Capoluogo dell’omonima regione peruviana, Arequipa è una città di epoca coloniale conosciuta come la Ciutad Blanca per gli edifici costruiti in sillar, una pietra locale simile al tufo dal colore candido che innonda di luce le strade della città. Sullo sfondo dei numerosi edifici barocchi spicca il vulcano El Misti (5.825 m.s.l.m.) la cui ultima eruzione risale al 1784. Il centro storico ruota attorno a Plaza de Armas, la maestosa piazza principale delimitata a nord dalla cattedrale neoclassica del XVII secolo al cui interno sono esposti oggetti religiosi e opere d’arte. La cattedrale occupa un intero lato della piazza e le sue proporzioni sono davvero maestose. Dall'altro lato della piazza c'è la Iglesia de la Compañia, con la sua bellissima facciata riccamente decorata in barocco "meticcio", tutto in chiave di segni e disegni tipicamente peruviani che mescolano il sacro cattolico ed il profano inka. Più compiutamente barocco l'interno della chiesa con un ricco pulpito ed un ricchissimo altare maggiore. Completano le visite il Museo Santuarios andino, dove è esposta la mummia Juanita - che venne sacrificata sulle Ande nel 1500 - e il mercato di san Camillo. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.
Con il suo agglomerato urbano Arequipa è la seconda città più popolosa del Paese, dopo la capitale Lima, con oltre 900.000 abitanti. "La Ciudad Blanca" ("la città bianca") è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2000. Fu fondata nel 1540 da Garcí Manuel de Carbajal, che la chiamò La Villa Hermosa de Arequipa. Secondo la tradizione il nome di Arequipa deriva dalla lingua quechua. Quando i sudditi dell'Inca Mayta Cápac, meravigliati dalla bellezza della valle del Chili, gli chiesero il permesso di fermarsi e costruire una città, egli rispose: Ari qhipay, cioè sì, fermatevi qui. Un'altra versione fa risalire il nome della città ad una parola nella lingua degli indigeni Aymara: ari qquepan, una conchiglia marina utilizzata come tromba bellica, per suonare la carica. Una terza versione fa risalire il nome della città all'espressione nella lingua degli indigeni Aymara: ari qhipaya, che significa “al di là della vetta”. L'espressione fa riferimento alla migrazione degli indigeni dagli altopiani, a cui la città appariva dopo aver superato la vetta del vulcano Misti.


7° Giorno, 09 Novembre: Arequipa/ Cusco / Valle Sacra
Colazione e trasferimento in aeroporto per il volo per Cusco. All’arrivo, incontro con la guida e partenza per Pisaq, villaggio situato nella Valle Sacra sul fiume Urubamba, famoso soprattutto per il mercato e per le sue rovine inca note come Písac Inca, situate in cima ad una collina all'entrata della valle. Le rovine sono divise in quattro blocchi: Pisaqa, Intihuatana, Q'allaqasa e Kinchiracay Intihuatana. Il Tempio del Sole, affioramento vulcanico scolpito in onore del Sole (o Inti), è il suo centro, e gli angoli alla sua base fanno ipotizzare che avesse una qualche funzione astronomica. Q'allaqasa, eretta su uno sperone naturale che domina la valle, è nota per essere la cittadella. Sul fianco della collina si trovano terrazze costruite dagli Inca ed ancora attualmente in uso. Queste terrazze furono costruite prelevando a mano il terreno più ricco dalle pianure sottostanti. Questo meccanismo permise alle antiche popolazioni di produrre molto più cibo di quanto sarebbe normalmente possibile ad un'altitudine di 3600 metri. Grazie a strutture militari, religiose ed agricole il sito aveva un triplice obiettivo, ovvero difendere l'entrata meridionale da Pisaq, l'ingresso occidentale da Choquequirao e quello settentrionale dalla fortezza di Ollantaytambo.
Secondo alcuni studiosi, i Pachacuti costruivano molti centri dopo aver conquistato altri popoli, per ricordare le vittorie. Tra questi centri ci sarebbero Pisac (a memoria della vittoria sui Cuyos), Ollantaytambo (per quella sui Tambos) e Machu Picchu (per la conquista della valle di Vilcabamba). Altri storici ipotizzano che Pisac sarebbe stata fondata per proteggere Cuzco dai possibili attacchi degli Antis. In verità non si conosce la data di fondazione di Pisac. La città non sembra essere stata abitata da etnie pre-incaiche, per cui la sua nascita è probabilmente posteriore al 1440. Fu distrutta da Francisco Pizarro e dai conquistadores verso il 1530. L'attuale Pisac fu fondata dal viceré Toledo più in profondità nella valle, attorno al 1570. Si pensa che le più strette terrazze presenti sotto alla cittadella rappresentino l'ala di una starna (pisaca), da cui deriverebbe il nome del villaggio e delle relative rovine.
Pranzo in ristorante locale. Alla fine delle visite rientro in hotel per la cena e il pernottamento.


8° giorno, 10 Novembre: Machu Picchu / Cusco
Colazione. Visita della fortezza inca di Ollantaytambo che significa locanda di Ollantay (il nome di un guerriero). Esempio vivente di un villaggio Inca, conserva nel tempo case, strade e canali dell'epoca del Tahuantinsuyo. Il nome del villaggio e la zona archeologica sono legati al signore Ollanta, che secondo la tradizione orale si innamorò di una principessa figlia dell'Inca Pachacútec e fu per questo severamente punito. Nel complesso di Ollantaytambo, situato sulla collina che domina il villaggio, si stagliano edifici come il Tempio del Sole e i suoi giganteschi monoliti: il Mañaracay o Salone Reale, l'Incahuatana e i Bagni della Principessa. Sulla parte superiore spicca una fortezza con un serie di terrazze di pietra lavorata, costruita per proteggere la valle dalle possibili invasioni di etnie provenienti dalle foreste. Una delle zone meglio conservate si estende al nord della piazza Hanan Huacaypata: un totale di 15 isolati di abitazioni signorili che si ergono su mura di pietra lavorata. Al termine della visita ci trasferiremo alla stazione ferroviaria e partiremo in treno per Aguascalientes dove si giungerà dopo circa un’ora e mezzo di viaggio. Pranzo in corso di viaggio. All’arrivo ci trasferiremo alla stazione degli autobus e partiremo per Machu Picchu con un pullmino di linea che in 25 minuti ci porterà sulla cima della montagna che nasconde la massima espressione culturale e architettonica degli Incas. Costruita nel XV secolo e successivamente abbandonata, Machu Picchu è famosa per le sofisticate mura a secco formate da enormi blocchi di pietra tenuti insieme senza l'uso della malta, oltre che per gli edifici curiosamente disposti secondo gli allineamenti astronomici e le viste panoramiche. L'utilizzo originario di questa fortezza rimane tutt'oggi un mistero. Non essendo stato saccheggiato dagli spagnoli quando conquistarono gli Inca, è particolarmente importante come sito culturale ed è considerato un luogo sacro. I suoi edifici principali sono il Intihuatana, il Tempio del Sole, e la Sala delle Tre Finestre. Il sito si trova a circa 2.430 m s.l.m. in un panorama montano della Sierra meridionale del Perù. I monti Machu Picchu e Huayna Picchu appartengono alla Cordigliera Centrale delle Ande peruviane, sulla riva sinistra del cosiddetto Canyon del fiume Urubamba, conosciuto anticamente come gola di Picchu. Visita approfondita delle rovine incaiche la cui superficie edificata misura approssimativamente 530 metri di lunghezza e 200 di larghezza, con 172 edifici nell'area urbana. Machu Picchu è stata dichiarata un santuario storico peruviano nel 1981 e un patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1983.
La gola di Picchu, situata a metà strada fra le Ande e la foresta amazzonica, fu colonizzata da popolazioni montane, provenienti dalle aree della Valle sacra degli Incas in cerca di espansione alle loro frontiere agricole. Le prove archeologiche indicano che l'agricoltura è praticata nella regione almeno dal 760 a.C. A partire dal periodo dell' Orizzonte medio (dall'anno 900 d.C.), si registra un'esplosione demografica da parte di gruppi non documentati storicamente ma probabilmente legati all'etnia Tampu dell'Urubamba. In questo periodo si espande considerevolmente la superficie agricola "artificiale" (terrazze). Ciò nonostante, il sito specifico della città di Machu Picchu (la cresta rocciosa che unisce i monti Machu Picchu e Huayna Picchu) non reca traccia di essere stato edificato prima del XV secolo. Si suppone che la città fosse stata costruita dall'imperatore inca Pachacútec intorno all'anno 1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un segreto militare ben custodito, in quanto i profondi dirupi che la circondano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli. Scoperte archeologiche, unite a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l'imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando non c'erano nobili, il numero era ancora minore. La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno storico di Yale, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell'ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era quella che lui chiamava Vilcabamba. Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale era a Espíritu Pampa, nascosta nella giungla, a poche centinaia di metri da dove era arrivato lui durante le sue ricerche.
Nel pomeriggio, ritorno a Cusco in treno. Cena e pernottamento in Hotel.

9° giorno, 11 Novembre: Cusco
Colazione. Mattinata dedicata alla visita della città, dichiarata patrimonio UNESCO nel 1983. Situata sulle Ande peruviane, Cusco è stata in passato la capitale dell’impero inca ed è oggi famosa per le rovine archeologiche e l’architettura coloniale spagnola. Il toponimo originale della città era Qosqo o Qusqu (in quechua) e significa centro, ombelico, cintura. Questo perché, secondo la mitologia Inca, in esso confluiva il mondo degli inferi (Uku Pacha), con il mondo visibile (Kay Pacha) e il mondo superiore (Hanan Pacha). Per questo motivo la città fu ed è chiamata l'ombelico del mondo (inteso come universo) e si trasformò in Cusco all'arrivo dei conquistadores spagnoli. Passeggiando per il Barrio de San Blas (il nome quechua di questo quartiere è Toq'ocachi e significa "posto della grazia"), ove si concentrano i laboratori e negozi di artigianato, scopriremo uno dei siti più pittoreschi della città. Le sue strade sono inerpicate e strette con palazzi antichi costruiti su fondazioni incaiche. Proseguendo per la Calle Hatun Rumiyuq, la via più visitata dai turisti, arriveremo al palazzo Arzobispal che è stato costruito sulle fondazioni del Palazzo di Inca Roca. Giungeremo a Plaza de Armas, caratterizzata da gallerie, balconi in legno intarsiato e dalle rovine delle mura inca, nel cuore della città vecchia. Questa piazza è stata lo scenario di molti tra i più importanti eventi storici, come la proclamazione da parte di Francisco Pizarro della conquista di Cusco, e la
morte di Tupac Amaru II, considerato il condottiero indigeno della resistenza. Sul lato nord-est, sul luogo che fu occupato dal Suntur Wasi, il palazzo dell'Inca Viracocha, si affaccia la Cattedrale, il principale tempio religioso della città e uno dei più importanti esempi dell'arte coloniale del Perù, considerata patrimonio mondiale dell'Umanità ed inserita nella lista dell'UNESCO dal 1983.
La prima cattedrale di Cusco fu in realtà la chiesa del Trionfo, (Cappella della Sagrada Familia), costruita nel 1539 sopra il palazzo dell'Inca Viracocha e adiacente la Cattedrale. Davanti a questo edificio, appartenente anticamente all'Inquisizione, si effettuavano le esecuzioni pubbliche dei condannati. Tra gli anni 1560 e 1664 si costruì la cattedrale. Per fare ciò gli spagnoli fecero trasportare blocchi di granito rosso dalla fortezza incaica di Sacsayhuamán. Questa cattedrale dalla facciata rinascimentale e dagli interni barocchi ha uno dei migliori esempi di oreficeria coloniale. Ugualmente importanti sono i suoi altari di legno scolpito. Nella cattedrale possiamo vedere importanti mostre di artisti locali dell'epoca, in considerazione del fatto che in questa città si sviluppò la pittura su tela della cosiddetta "Scuola di Cusco".
Sulla stessa Plaza de Armas si affaccia anche la Chiesa della Compañía (Iglesia de la Compañía). Situata sopra le fondamenta del palazzo di Huayna Cápac, l'ultimo sovrano inca a regnare su un impero unito prima della conquista, fu costruita dai gesuiti nel 1571 e ricostruita dopo il terremoto del 1650. La Chiesa rappresenta uno dei più belli fra gli edifici barocchi coloniali del continente. La sua facciata e il suo altare sono in pietra tagliata; quella dell'altare è rivestita di una lamina d'oro. Le due grandi tele vicino alla porta centrale raffigurano due dei primi matrimoni celebrati a Cuzco e meritano uno sguardo attento per la ricchezza di dettagli d'epoca. I gesuiti volevano che questa fosse la chiesa più sontuosa di Cuzco, ma l'arcivescovo della città si oppose al progetto affermando che il suo splendore non doveva offuscare quello della cattedrale. I toni della disputa salirono a tal punto che fu chiamato a esprimersi in proposito papa Paolo III. Questi si pronunciò in favore della cattedrale, ma quando la notizia giunse a Cuzco, la Compañía de Jesús era ormai quasi ultimata, inclusa la stupenda facciata barocca e il più grande altare del Perú, sormontati da un'altissima cupola. Sempre a Cusco, si trova il Tempio solare della Qorikancha, il santuario più importante dedicato a Inti, il dio Sole, nell'epoca inca. I muri esterni ed interni e i pavimenti erano un tempo coperti da fogli d'oro solido, e nel giardino vi erano statue d'oro. Nel santuario principale un grande disco d'oro simboleggiava la divinità, circondato dalle mummie dei vari sovrani. Numerosi sacerdoti si affaccendavano all'interno dell'edificio: celebravano i sacrifici religiosi, organizzavano le danze sacre, riponevano in appositi archivi i quipu (mazzi di cordicelle di vari colori annodati in diversi modi, usati per censire la popolazione ed i beni). Al centro del tempio si trovava un giardino in cui alberi, fiori, animali e personaggi erano riprodotti a grandezza naturale in oro con incrostazioni d'argento, di conchiglia purpurea, di turchesi ed altre pietre preziose. La maggior parte dell'oro raccolto anni dopo la costruzione per riempire la stanza del capo Inca Atahualpa venne ottenuta da Coricancha: esso costituì il riscatto pagato inutilmente per la liberazione dagli spagnoli del giovane imperatore che fu l'ultimo sovrano inca. Dalle fondamenta del Tempio, che fu distrutto dagli spagnoli nel XVII secolo, fu eretto il Convento di Santo Domingo, di stile rinascimentale. La sua solitaria torre barocca oltrepassa in altezza gli altri edifici mentre il suo interno ospita un'importante collezione di pitture di scuola cusqueña. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita delle rovine Inca di Qenqo - un monolito di calcare con nicchie, gradini, incisioni e canali che si crede venisse usato per riti sacrificali e mummificazioni -  e Sacsayhuaman che in quechua significa “falco soddisfatto”. Fu il nono inca Pachacutec a dare a quest’ultimo la forma della testa del puma, con le mura a zig zag a rappresentare i denti e il cui corpo è Cusco. Sembra si tratti di un antico forte, ma è più probabile che sia un sito con funzioni cerimoniali di “Casa del Sole”. Purtroppo ad oggi nessuno sa con certezza quale sia la sua funzione né a cosa servano le 3 file di mura lunghe 400 metri e alte 6. Ciò che colpisce delle sue mura è la grandezza delle pietre che sono state usate, ma soprattutto la precisione con cui furono tagliate e poi incastrate l’una nell’altra. Si dice che neanche un foglio di carta o la lama di un coltello passi fra l’una e l’altra, eppure sono tutte tagliate a mano e non legate insieme da calce o altro, solo incastrate. Una precisione che rimane un vero mistero, se consideriamo gli strumenti a loro disposizione all’epoca, cioè nessuno, a parte mazze di pietra. L’altro mistero è come abbiano potuto trasportare a forza di braccia e funi dei macigni così pesanti (fra le 100 e le 300 tonnellate ognuno) per decine di chilometri e non per strade piane. In effetti non conoscevano l’uso della ruota né usavano animali da soma per trasportare pesi, non usavano gru né carrucole, tanto che per anni girò voce che le mura fossero state costruite dagli spiriti.                                                                                                                                              Rientro in hotel per la cena e il pernottamento.
 
10° giorno, 12 Novembre: Cusco/Lima/Italia
Colazione. Mattinata a disposizione. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, partenza in aereo per Lima. Coincidenza per il volo di rientro in Italia. Volo notturno.

11° giorno, 13 novembre: arrivo in Italia
Disbrigo delle formalità di sbarco. Incontro con il nostro autista per il rientro a Feltre.


Note operative
Per motivi di carattere organizzativo l’ordine delle visite potrà subire delle variazioni senza tuttavia modificare il Tour nei suoi contenuti.

Quota individuale di partecipazione: 3.655 Euro

Supplemento singola Euro 455 (su richiesta)

La quota comprende:

 

*          Accompagnatore dall’Italia per tutta la durata del viaggio

*          trasferimento privato da FELTRE all’aeroporto di Venezia e ritorno

*          volo intercontinentale e relative tasse aeroportuali

*          voli interni e relative tasse

*          1 bagaglio da stiva a persona su tutti i voli, oltre al bagaglio a mano (pesi e misure verranno forniti nei documenti di viaggio)

*          biglietto ferroviario e del pullman per Machu Picchu

*          tutti gli ingressi ai siti indicati nel programma

*          bus privato per tutta la durata del viaggio, inclusi i trasferimenti da/per gli aeroporti

*          sistemazione in camere doppie con servizi privati (hotels previsti durante il Tour: Casa Andina o similare)

*          trattamento di PENSIONE COMPLETA, con acqua minerale inclusa ai pasti, dalla colazione del secondo giorno al pranzo dell’ultimo, prima di andare all’aeroporto

*          il programma di visite indicato, con guide private in lingua italiana

*          MANCE

*          ASSICURAZIONE medico-bagaglio e annullamento viaggio (per motivi medici certificabili e con prognosi superiore alla data di partenza)

*          brochure informativa e guida cartacea del Perù (1 a coppia per le camere matrimoniali; una a persona per le sistemazioni in singola e doppia con letti separati)

 

La quota NON comprende:  

le bevande extra, i pasti eventualmente non indicati; le spese a carattere personale; tutto quanto non incluso alla voce “La quota comprende”.

 

I S C R I Z I O N I

 ENTRO IL 30 MARZO 2020 o fino ad esaurimento dei posti disponibili *

accompagnate da copia del PASSAPORTO con almeno 6 mesi di validità residua

e un ACCONTO di Euro 1.000 a persona

 

 

Disponibilità limitata.

*Viaggio realizzato con il numero minimo di 15 partecipanti e massimo 18

Da sapere

Altitudini

Come è noto, in Perù si raggiungono altitudini considerevoli. L’itinerario proposto è stato pensato in maniera da salire progressivamente. Riportiamo una tabella sintetica delle altitudini delle località interessate in questo viaggio:


Lima                      sul mare
Chiclayo                 30mt                
Trujillo                    40mt
Arequipa                2400mt
Pisaq                     2900mt
Cusco                    3400mt
Aguas Calientes    2000mt
Machu Picchu        2360mt

Camere                                                                                                                                                                 
E’ impossibile garantire una sistemazione in camera matrimoniale e/o a due letti ma faremo il possibile affinchè le segnalazioni fatte a tal proposito vengano rispettate.
Formalità di ingresso per i cittadini italiani                                                                                                                      
Passaporto con validità residua di 6 mesi. Nessun visto richiesto.
Vaccinazioni                                                                                                                                                         
Per visitare il Perù non sono richieste vaccinazioni specifiche.
Clima                                                                                                                                                                        
Sulla costa il clima è di tipo temperato, con pochissime precipitazioni. Al contrario, la regione andina prevede un clima freddo e secco, a causa dell’altitudine. Consigliamo un abbigliamento vario e adeguato (maggiori dettagli nei documenti di viaggio).
 

Letture consigliate


«Viaggio a Q’eros», di Elizabeth Jenkins (Ed. Sonzogno Remainders). Al termine del suo primo viaggio in Perù l'autrice si propone di creare un ponte per unire le culture statunitense e peruviana, e allo stesso tempo il suo vecchio sé con quello nuovo. Farà un secondo viaggio a Q’eros, culla della civiltà Inca, per riconoscere i suoi veri obiettivi professionali e per approfondire il suo rapporto con la natura.


«I fiumi scendevano a oriente», di Leonard Clark (Ed. Garzanti). Vicino alle Ande peruviane si trova il Gran Pajonal, un territorio immenso, coperto dalla giungla e da moltissimi corsi d’acqua. E' questo il leggendario El Dorado.  Leonard Clark fu tra i primi ad esplorare quella regione affrontando avventure e pericoli per raggiungere un angolo di mondo fino ad allora sconosciuto.


«Rulli di tamburo per Rancas», di Manuel Scorza (Ed. Feltrinelli). Testo che fa luce su una delle più grandi tragedie civili della storia peruviana, che ha visto negli anni '50 del secolo scorso il selvaggio capitalismo devastare il delicato equilibrio secolare dei contadini andini. Un testo di Manuel Scorza, politico e scrittore peruviano che ha saputo parlare al mondo del suo Paese.